Rivista La città dei lettori

Ancora un’altra notte Gitani

By 4 Marzo 2026 No Comments

Ancora un’altra notte Gitani

Pilade Cantini

Epifania 2026. A Volterra nevica.
Alla Vena di Vino bar di lusso popolare entra Nicola Pineschi, con una pelliccia alla Dostoevskij.
Nicola Pineschi, musicista e poeta di notevole valore, ha di recente pubblicato un giallo edito da Distillerie, associazione culturale dedita, tra l’altro, agli Spiriti del Bosco in Val di Cecina.
Il giallo di Pineschi, che non è soltanto un giallo, non c’entra niente con la neve di questa mattina, se non per uno dei tanti nomignoli che può avere la cocaina, sostanza coprotagonista del romanzo insieme alla città etrusca, perché nella Volterra degli anni Trenta la polvere bianca che volava non era solo quella dell’alabastro o delle strade bianche, o della farina dei mulini (ma qui s’entrerebbe troppo nella trama del libro e oggi non importa – oggi nevica e i fiocchi sono l’unica cosa bianca che vola, che cade, che copre. E anche ai tavolini del bar si beve solo il rosso).

 

 

Una notte non basta Gitani, questo il titolo, ci porta in un’estate volterrana afosa e appiccicosa di quasi cent’anni fa, tra i vicoli millenari della città, tra archi e salite, tra angoli bui e panorami luminosi che prendono di mira la Corsica.
Ci porta negli anni di un fascismo tronfio e corrotto che, nella provincia toscana, poteva apparire addirittura più gradasso e patetico di quanto si possa vedere oggi nei filmati in bianco e nero o di quanto si possa aver sentito, fino a poco tempo fa, nei racconti dei nostri nonni e delle nostre nonne.
E ci porta, il Pineschi, a spasso col Commissario Gitani, uomo tutto d’un pezzo, brusco e ben vestito, solitario e taciturno, costretto – tra grappini mattutini e sigarette Macedonia – a indagare su macabri omicidi e traffici di droga tra Firenze, Napoli e Marsiglia. Un triangolo affascinante, con Volterra dentro e sopra, come un’isola senza mare.

 

 

L’autore è rivolto al bancone. Gli tocco piano una spalla: «Nicola, ho letto il libro. M’è garbato parecchio. La geometria del racconto funziona. E poi ci sono dei passaggi poetici proprio potenti. Bello, via, per me è proprio bello. È di più di un giallo.»
«Grazie.»
«Lo sai che ho pensato? Che secondo me Gitani potrebbe essere stato un collega del Bordelli di Vichi, come età ci siamo, avrebbe una decina d’anni in più…»
«Eh, vero.»
«Oh, Nicola. Una notte non basta, lo dici anche nel titolo. Io ne aspetto un’altra, di  Gitani.»

 

 

Ha smesso di nevicare.

Nicola mi sorride. Ed esce dalla Vena di Vino con la pelliccia alla Dostoevskij.

Pilade Cantini

Nato a San Miniato nel 1972, ha scritto una ventina di libri di vario genere. Tra i più recenti: "Carlo Monni. Balenando in burrasca" (2016), "Marcovaldo Punk" (2019), "Ho ucciso Achille Occhetto" (con Marcello Cavallini, 2023), "Racconto ristorante" (2024). Ha collaborato e collabora con le sue riviste preferite: "Il Vernacoliere" e l’"Informatore Coop".

Lettura consigliata
Una notte non basta Gitani
Nicola Pineschi
Nel commissariato di Piazza dei Priori, un enorme ventilatore mulinava senza posa spandendo aria di gomma sul commissario Gitani, sugli agenti Rossi e Tozzi, che, seduti in maniche di camicia, si sventolavano con le pratiche abbandonate sulle scrivanie. Il commissario Gitani, come di solito stretto nel suo doppio petto di flanella blu, sedeva fumando enigmatico con le scarpe lucidate appoggiate al bordo della scrivania carezzandosi i baffetti. Il posacenere straripava di cicche di Macedonia...