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Storie di cronopios e di pantone

By 8 Novembre 2021 15 Novembre, 2021 No Comments

Storie di cronopios e di pantone

Tamara Baris

«Mentre sono così indaffarati arriva un altro messaggio: il cronopio è caduto giusto giusto sulla sorgente della fontana, e di là comunica che tutto procede più che male, fra insulti e lacrime informa che i panini sono tutti al prosciutto, che per quanto guardi e scruti fra i panini al prosciutto non uno è al formaggio».

 

Storie di cronopios e di famas, Julio Cortázar

 

 

 

Può capitare che ci si svegli in una tonalità di pantone-case-provvisorie di frequente, se si continua a spatriare in giro senza trovare un punto fermo e che, svegliandosi in un pantone-case-provvisorie accada che la cucina della casa provvisoria sia vestita di Pantone 2021, magicamente al passo coi tempi senza saperlo: la guardo da quando sono arrivata, giorni fa, e mi ripeto, ogni volta che ho un buco tra i pensieri, Ultimate Grey e Illuminating.

 

«Un cronopio si costruì una casa e, fedele alla tradizione, sistemò nel portico una serie di lastre che comprò o che fece intagliare appositamente. La sistemazione delle pietre era stata studiata in modo che le si potesse leggere una dopo l’altra. La prima diceva: “Benvenuti coloro che giungono a questa soglia”. La seconda diceva: “La casa è piccola ma il cuore è grande”. La terza diceva: “L’ospite è il calore del focolare”. La quarta diceva: “Quel che è mio è tuo”. La quinta diceva: “Questa annulla tutte le altre. Fila via, bastardo”».

 

Questa casa non è un albergo (e meno male), anche se in questo anno ho trovato più di un albergo che è stato casa. Certi giorni sono lunghi e impegnativi e sembrano anni e puoi cambiare umore così tante volte che quasi non ti stai dietro neanche tu, ma poi mangi un croissant farcito e pensi che bisogna sempre e comunque concentrarsi su quello che c’è di buono (e ultimamente ne sei veramente convinta).

 

Certi Croque Monsieur sono pesanti come un dinosauro, anche se li dividi con qualcuno.

Certi pensieri e certe risate e certe battute fanno il paio e vanno salvate. 

Certi portatili hanno una vita tormentata perché si perdono nei meandri di Windows, mentre i padroni passano il tempo a chiedersi se sono più cronopios o famas, ma non è facile darsi una risposta. Calvino, nostra salvezza e luce, scrisse così:

 

«Dire che i cronopios sono l’intuizione, la poesia, il capovolgimento delle norme, e che i famas sono l’ordine, la razionalità, l’efficienza, sarebbe impoverire di molto, imprigionandole in definizioni teoriche, la ricchezza psicologica e l’autonomia morale del loro universo. Cronopios e famas possono essere definiti solo dall’insieme dei loro comportamenti».

 

Certo cioccolato amazzonico biologico può avere un sapore troppo forte e un amico può ridartelo, istintivamente, come un bambino, dopo averlo assaggiato e cercare conforto in un più classico cioccolatino di una nota marca di cui non farò il nome.

Certi cortili interni sono belli perché – in fondo –  sono sempre una sorpresa nascosta. 

Certe porte non si trovano più, mi dici, e certi parcheggi meriterebbero un applauso, aggiungi, vestendo le tue parole di Ultimate Grey, mentre io ti guardo con occhi Illuminating: ha parcheggiato da famas e io – amica molto solidale, ma così poco abituata alla giungla urbana vista con gli occhi degli automobilisti feroci – lo ascolto distratta e aspetto che cada una speranza, di quelle che non si muovono e, infatti, non cade. 

 

La nostra conversazione lascia me, cronopio-triste-solitario-y-final, rincasato spento, trasformato Ultimate grey. Maledetta giungla urbana: io volevo regalarti Rayuela e tu, invece, amico mio, hai dimenticato la tua copia di Storie di cronopios e di famas sul tavolo, di un pantone-tavolo-della-nonna che, forse, cambierei e toglierei da questa cucina.

 

«I cronopios invece, questi esseri disordinati e tiepidi, sparpagliano i ricordi per la casa, allegri e contenti, e ci vivono in mezzo e quando un ricordo passa di corsa gli fanno una carezza e gli dicono affettuosi: “Non farti male, sai”, e anche: “Sta’ attento, c’è uno scalino”. Questa è la ragione per la quale le case dei famas sono in ordine e in silenzio, mentre le case dei cronopios sono sempre sottosopra e hanno porte che sbatacchiano. I vicini si lamentano sempre dei cronopios e i famas scuotono la testa comprensivi, e vanno a vedere se i cartellini sono sempre al loro posto».

 

Certi momenti non li racconta nessuno, invece, e sono quelli più importanti: sfumature nascoste come i cortili e come i pantone non dichiarati. E sono quei momenti che ti insegnano verità forse inconfutabili. E sono la molla per continuare a camminare meglio. 

Certe volte, rifletti, con gli amici più cari: pensi che l’amore non sia altro che un capriccio – in fondo – se non è reciproco e i due Pantone del 2021  – invece – sono i colori dell’ottimismo, della resistenza, della luce e della voglia di equilibrio che abbiamo ritrovato e che non vorremmo perdere più, mentre cerchiamo di custodirla nel reticolo pragmatico e sicuro delle nostre certezze. Questa cucina me lo vuole ricordare, prima di mollarla per rivederla chissà quando: siamo un doppio pantone, siamo famas e ancor più cronopios.

Certe giornate sono un Pantone che non ho ancora definito, ma forse un giorno troveranno un nome preciso, o forse resteranno sempre un po’ cronopio e un po’ fama.

 

«Le speranze, sedentarie, si lasciano viaggiare dalle cose e dagli uomini, e sono come le statue che bisogna fare un viaggio per vederle perché loro non si disturbano».

 

Riparo i miei grigi pezzi rotti col giallo più luminoso, capisco che è la cosa più saggia da fare, non mi lamento dei panini, anche se, un po’, sì. 

Kintsugi, forse non è la parola più esatta, ma è la prima che mi viene in mente: accumulo acrilici luminosi e illuminanti, è l’idea migliore che mi sia venuta negli ultimi mesi, ma anche la più inutile.

 

Tamara Baris

Ha frequentato il Corso di Dottorato in Literary and Historical Sciences in the Digital Age, presso l’Università degli Studi di Cassino (si occupa di Storia della lingua italiana) e scrive articoli per il portale Treccani.it (Atlante; Lingua italiana). Ha partecipato a Scritture Giovani Cantiere del Festivaletteratura e ha collaborato col progetto collettivo di storytelling Soultrotters. Ha lavorato in libreria e a progetti di comunicazione museale, occupandosi di semplificazione linguistica e attività di ricerca (Museo Facile; Attimi sospesi).

Lettura consigliata
Storie di cronopios e di famas
Julio Cortázar
«I cronopios e i famas, due geníe d’esseri che incarnano con movenze di balletto due opposte e complementari possibilità dell’essere, sono la creazione piú felice e assoluta di Cortázar. Dire che i cronopios sono l’intuizione, la poesia, il capovolgimento delle norme, e che i famas sono l’ordine, la razionalità, l’efficienza, sarebbe impoverire di molto, imprigionandole in definizioni teoriche, la ricchezza psicologica e l’autonomia morale del loro universo. Cronopios e famas possono essere definiti solo dall’insieme dei loro comportamenti. […] Del resto, osservando bene, si vedrà che è una determinazione degna dei famas che i cronopios mettono nell’essere cronopios, e che nell’agire da famas i famas sono pervasi da una follia non meno stralunata di quella cronopiesca». Italo Calvino